JEET KUNE DO, KALI E SILAT

Arti marziali poco diffuse ma di prima scelta per chi opera nel settore della sicurezza.


C’è chi lo fa per tenersi in forma, chi per difesa personale, chi perché lo fa sentire meglio, ma tutti gli artisti marziali hanno in comune la grande passione verso la loro disciplina.
Anche i meno informati ormai sanno che le Arti Marziali non sono uno sport violento, o istigazione alla rissa ma tutto l’opposto: gli studenti delle arti marziali (perché così vanno chiamati i veri praticanti) imparano a controllare le reazioni istintive e la propria rabbia, attraverso la consapevolezza e portando alla luce quel “lato oscuro” nascosto in ognuno di noi.
Come reagireste se uno sconosciuto vi tagliasse la strada con la macchina e vi desse anche un ceffone?
Probabilmente con altra violenza… Un vero artista marziale è in grado di scegliere se è il caso o meno di reagire. Ma l’importante è non partire d’impulso. L’arte marziale è lo strumento per raffinare noi stessi, per smussare i nostri angoli. Per secoli, infatti, questa disciplina fu il metodo d’addestramento dei monaci guerrieri Shaolin, setta buddista della Cina. I monaci avevano un’abilità nel combattimento e una saggezza tali da essere considerati miti viventi. Quindi fin dalla sua origine il Kung Fu era una via spirituale.

df72f457fa0eeb200f65584660a22dc3.jpgL’arte senza forma: vi ricordate la scena del film “I tre dell’Operazione Drago” in cui Bruce Lee veniva sfidato su un’imbarcazione da un campione Americano? Bruce disse di praticare l’arte del “combattere senza combattere”, il campione incuriosito insistette per uno scontro. Di risposta lo invitò a salire su una piccola scialuppa di salvataggio per andare a combattere in terra ferma. Appena l’arrogante personaggio ci salì , Bruce svolse la cima della corda lasciandolo preda dei flutti. Questo episodio fu inserito nel film da Bruce Lee, per far capire alla gente che un esperto di Kung Fu non è un rissaiolo esaltato, ma una persona equilibrata. Inoltre, per lui il Kung Fu non doveva avere forme prefissate ma prima di tutto, la capacità di difesa stava nella mente.

Il Kung Fu di Bruce Lee si chiama Jeet Kune Do, che significa “l’arte del39f576234e0b2c46e2facde444f040c4.jpg pugno che intercetta”. Infatti, nella difesa personale il JKD è semplice, diretto ed efficace. Non vi si studiano strabilianti calci volanti, ma si cerca di applicare le difese e gli attacchi nel modo più economico e funzionale possibile. Dietro alla pratica del JKD c’è un vasta base teorica, che affonda  le sue radici nell’antica tradizione cinese e si evolve per adattarsi ai tempi moderni.
Bruce Lee non solo era un appassionante attore, ma era anche un grande maestro di arti marziali: prima di diventare famoso negli USA lavorò in diversi Club come insegnante di Kung Fu. Uno dei suoi allievi più dotati continuò la sua opera anche quando lui si dedicò interamente ai film: Dan Inosanto. Questo uomo d’aspetto gentile e d’origine filippine ha avuto il merito di far conoscere in tutto il mondo le arti marziali del Sud Est Asiatico: il Silat e il Kali.

5becd49897e259caebb7bee66f0e4a9d.jpgIl Pentjak Silat è la lotta indonesiana e può essere paragonato al Kung Fu cinese per la sua completezza e suddivisione in stili. Nel Sud-est asiatico il Pentjak-Silat (Pentcat-Silat) fa parte della cultura tradizionale così come la danza, la musica e il teatro delle ombre. Tra gli stili più efficaci di Pentjak c’è il Serak. Questo stile, estremamente raffinato e diretto,  blocca l’azione dell’avversario e lo sbilacia fino ad arrivare ad rovinosi atteramenti, sotto la continua pressione di colpi di gomito ginocchia e dei caratteristici pugni del Serak.

 

 

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c63617b5f0a630681863b12e8b92b76a.jpgKali è il nome antico dell’arte di combattimento delle Isole Filippine, dove questa arte marziale è comunemente conosciuta come Escrima o Arnis de Mano. L’idioma Escrima non è dovuto solo alla diffusione della lingua spagnola nell’arcipelago ma anche alla forte influenza che ha avuto la scherma europea (di cui i Maestri friulani hanno fatto scuola). Infatti, il Kali è considerato il punto d’incontro tra le arti marziali d’oriente e d’occidente. La fluidità, l’efficacia e la ricchezza di questa disciplina può sorprendere anche i più esperti (chi ha visto il film “Bourne Identity” se ne è fatto un idea).

JEET KUNE DO, KALI E SILATultima modifica: 2008-01-19T18:25:00+01:00da yunfooktong
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